Upi Calabria: i presidenti delle province chiedono una celere risposta legislativa

Fera - Bruno - Iacucci
Fera - Bruno - Iacucci

Le risultanze dell’Osservatorio regionale per l’attuazione della legge di riforma Delrio e l’esito della Direzione nazionale dell’Upi di giovedì scorso, sono stati gli argomenti all’ordine del giorno della riunione dell’Upi Calabria, convocata dal presidente Enzo Bruno e tenuta questa mattina nella sala Giunta della Provincia di Catanzaro. In premessa, i presidenti delle quattro Province calabresi – Enzo Bruno (Catanzaro), Franco Iacucci (Cosenza), Pasquale Fera (vice presidente di Vibo Valentia) e Nicodemo Parrilla (Crotone) - hanno registrato il ripristino di un sereno clima di collaborazione tra Upi Calabria e Regione, conseguente all’incontro tra il presidente Bruno e il governatore Mario Oliverio che hanno affrontato in maniera organica  la complessa problematica delle competenze e delle funzioni residuali che le Province calabresi garantiscono a seguito della Legge Delrio (Legge 56/2014) e della Legge regionale n.14/2015.
I componenti dell’Upi Calabria, quindi, hanno preso atto dell’esito della recente interlocuzione impostata con la Regione che ha portato prima di tutto dopo, l’attesa di un anno, alla convocazione dell’Osservatorio Regionale. L’avvio di questo fondamentale confronto ha portato alla convocazione dei tavoli tecnici per la definizione delle partite economiche tra le singole Province e la Regione Calabria, con particolare riferimento alle funzioni ed alle competenze residuali, quali i parchi, musei, strutture sportive, centri per l’impiego, e le altre funzioni residuali. Si tratta dell'esercizio di competenze che le stesse Province hanno finora garantito – esattamente dall’ottobre 2014 ad oggi - e che necessitano di accordi formali e di convenzioni utili per la prosecuzione della erogazione di molteplici servizi all’utenza e del riconoscimento delle spese sostenute.
Per quanto riguarda il futuro delle Province, e non solo dal punto di vista finanziario, i presidenti degli Enti intermedi calabresi chiedono con forza una celere risposta legislativa che consenta di restituire con urgenza autonomia organizzativa e gestionale ad una istituzione costitutiva della Repubblica.
Si tratta di funzioni che hanno comportato un notevole impegno finanziario giuridicamente vincolante che deve essere garantito dalla Regione Calabria, a pena del rischio di compromettere lo stesso esercizio delle funzioni fondamentali assegnate alla Provincia dalla legge Delrio e di dovere interrompere le attività ed i servizi, con gravi ripercussioni sia d’ordine sociale che ambientale e culturale. Il Consiglio regionale da oltre due anni non riesce a legiferare in materia, lasciando alle Province, a garanzia dei livelli occupazionali e dei servizi essenziali da erogare, il compito di anticipare i costi di gestione e costi di personale non più sostenibili, perché non previsti dalla legge e non imputabili a bilancio, ma di fatto in capo alle Regioni ai sensi dell’articolo 7 comma 9 quinques della 125 del 2015. Se queste somme non saranno riconosciute la conseguenza sarà quella di mandare in dissesto gli Enti.
Al termine dello svolgimento dei tavoli tecnici bilaterali che definiranno questioni sospese da tempo, l’Upi Calabria chiede la convocazione del tavolo tecnico per la definizione delle convenzioni relative al funzionamento dei Centri per l’impiego, convenzione che – secondo i quattro presidenti – deve essere rivista e riscritta sulla base delle criticità che si sono riscontrate nel 2016, a partire dalla definizione di nodi cruciali come il turn over e la regolarizzazione dei trasferimenti regionali per il pagamento degli stipendi e lo svolgimento dei servizi.
I presidenti delle Province si sono detti consapevoli del fatto che i livelli di discussione per la definizione del futuro degli Enti sono due: nazionale e regionale. A livello nazionale, l’Upi ha aperto una interlocuzione molto forte con la Presidenza della Repubblica e con il Governo nazionale. Mentre, per quanto riguarda, invece, la vicenda regionale questa si giocherà interamente Calabria sull’attuazione della legge di riforma cosiddetta Delrio.
Tutte queste questioni sono state inserite all’ordine del giorno, e discusse, nella riunione dell’Upi nazionale del 9 marzo – ha spiegato il presidente dell’Upi Calabria, Enzo Bruno - che ha attivato un percorso di mobilitazione finalizzato a difendere le prerogative delle Province, a partire da oggi con il deposito di esposti cautelativi in tutte Procure della Repubblica, della Corte dei Conti e delle Prefetture d’Italia. Se nel decreto Enti locali in discussione non ci saranno segnali positivi nella direzione di accogliere le istanze delle Province, mercoledì  22 marzo tutti i presidenti indossando le proprie fasce blu protesteranno ad oltranza davanti al Quirinale.
Infine, Upi Calabria si è determinata nel chiedere al Governatore Mario Oliverio una riunione urgente sull’applicazione della legge Delrio, sul sistema delle autonomie locali - di cui le Province sono elemento portante soprattutto per l’importante opera di raccordo che operano sul territorio a sostegno dei Comuni -, sulle funzioni fondamentali e sul ruolo strategico delle Province nelle funzioni fondamentali come Ambiente e Trasporti.
 

 

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14 marzo 2017


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