Consumi, Coldiretti: con eliminazione data scadenza GB taglia qualità alimenti

Con l’eliminazione della “data di scadenza” si taglia di fatto la qualità del cibo in vendita che con il passare del tempo perde le proprie caratteristiche nutrizionali in termini di contenuto in vitamine, antiossisidanti e polifenoli che fanno bene alla salute ma anche quelle le proprietà organolettiche, di fragranza e sapore dal quale deriva il piacere di stare a tavola. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sulla decisione della maggiore catena di grande distribuzione del Regno Unito TESCO di togliere l’avvertenza “consumare preferibilmente entro” (in inglese best before) su decine di alimentari con la scusa di contenere gli sprechi. Anche se differisce dalla data di scadenza, il Termine Minimo di Conservazione (TMC) riportato con la dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro“ indica – sottolinea la Coldiretti – la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue caratteristiche organolettiche e gustative, o nutrizionali.

La decisione adottata in Gran Bretagna segue la discutibile scelta dei principali supermercati inglesi di adottare – spiega la Coldiretti - una etichettatura a semaforo per i principali alimenti che indica con i bollini rosso, giallo o verde il contenuto di nutrienti critici per la salute come grassi, sali e zuccheri. Non basandosi sulle quantità effettivamente consumate, bensì solo sulla generica presenza di un certo tipo di sostanze, porta a conclusioni fuorvianti.

Ad essere bocciati dal semaforo rosso inglese ad esempio ci sono tra gli altri le prime – denuncia la Coldiretti - tre specialità Dop Made in Italy più vendute in Italia e all’estero come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano ed il prosciutto di Parma, ma si arriva addirittura a colpire anche l’extravergine di oliva, considerato il simbolo della dieta mediterranea. Il risultato è che le esportazioni di olio di oliva italiano in Gran Bretagna sono crollate del 12% nel 2017. In generale vengono bocciati ingiustamente quasi l’85% in valore del Made in Italy a denominazione di origine (Dop) che la stessa Unione Europea dovrebbe invece tutelare e valorizzare. Le decisioni inglesi preoccupano alla luce dei rapporti commerciali post Brexit con la Gran Bretagna che storicamente – ricorda la Coldiretti –è il Paese che ha contrastato maggiormente le politiche di tutela qualitativa delle produzioni agricole a favore di una standardizzazione verso il basso.
 
 
 
 
 

 

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23 maggio 2018


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