La Riforma delle Camere di Commercio

di Danilo Colacino

Con l´approvazione del Decreto Legislativo che attua la delega della riforma della PA é stato dato il via libera al "riordino delle funzioni e del finanziamento delle Camere di Commercio". Lo speciale di Calabria Economia effettua una ricognizione sullo stato di attuazione della riforma con specifico focus sulla Calabria."

Una rivoluzione copernicana, quella riguardante il sistema delle Camere di Commercio. Una riforma epocale annunciata da tempo e fortemente voluta dal Governo Renzi, nell´ambito di una razionalizzazione e soprattutto di un corposo snellimento della farraginosa macchina della pubblica amministrazione.

Il quadro normativo

L´iter normativo del provvedimento di riforma delle Camere di Commercio parte dall´ormai noto decreto legge 90 del 2014, e si concretizza con il decreto legislativo 219 del 25 novembre 2016 in attuazione della delega conferita dalla Legge 124/2015 (cd. ¨MADIA¨). (Il decreto legislativo, I Riferimenti normativi)

Gli Obiettivi della riforma

Il provvedimento legislativo presentato su proposta del Ministero dello Sviluppo economico, prevede la riorganizzazione del sistema camerale, in un´ottica di maggiore efficienza ed efficacia della sua azione e nel quadro di una riforma complessiva della governance.



Fonte: Mise - Ministero Sviluppo Economico

Il Modello

Il nuovo modello prevede una sensibile riduzione (pari al 40%) del numero complessivo delle Camere di Commercio Italiane che passaranno cosí dalle attuali 105 a sole 60.

L´intento, attraverso l´accorpamento di molti enti camerali, é di creare strutture meglio attrezzate e solide, con minori sprechi e maggiore capacitá d´investimento sul territorio di competenza.

Fonte: Mise - MInistero Sviluppo Economico

Razionalizzazione dei costi

Il nuovo disegno delle Camere di Commercio punta ad un drastico contenimento dei costi di funzionamento del sistema.
Del resto il progressivo abbassamento della quota versata finora dalle imprese iscritte agli enti camerali, fino addirittura ad arrivare entro il 2017 alla metá della somma richiesta sino al 2014, non permetterebbe piú alle piccole Camere di mantenersi alla luce della perdita delle risorse utili a pagare il personale, a mantenere le sedi, ad affrontare adeguate spese di rappresentanza e cosí via. Senza contare l´impossibilitá di effettuare attivitá promozionale.
Tutto ció si somma inoltre dalla decisione di far transitare il patrimonio liquido delle Camere di Commercio di tutto il Paese ( 3 miliardi, a cui si aggiungono proprietá di immobili e di enti fiera ovvero di azioni di grandi societá o di infrastrutture quali porti o aeroporti) nella tesoreria unica di Bankitalia.
Risorse ingentissime che di conseguenza non saranno piú gestite direttamente dagli enti camerali dislocati sul territorio italiano nell´ambito appunto della nuova forma di "accentramento e avocazione" di una parte del ruolo finora svolto dalle stesse Camere ad opera dello Stato. Una strategia che non ha mancato di sollevare qualche perplessitá.


Fonte: Mise - Ministero Sviluppo Economico

Riconfigurazione dei servizi

Il provvedimento mira inoltre a definire con maggiore chiarezza i compiti delle Camere di Commercio con l´obiettivo di focalizzarne l´attivitá su compiti istituzionali. Nel mirino dell´ex Premier e dell´Esecutivo in carica fino a inizio dicembre scorso la duplicazione delle funzioni, molto spesso causa di "concorrenza" fra il ministero dello Sviluppo Economico e gli enti camerali, su temi quali ad esempio l´internazionalizzazione delle aziende.

Fonte: Mise - Ministero Sviluppo Economico

Rafforzamento governance del Mise

Infine viene rafforzata la vigilanza del Mise, che effettuerá valutazioni sulle perfomance delle Camere di Commercio attraverso un comitato indipendente di esperti.

Fonte: Mise - Ministero Sviluppo Economico

I tempi della Riforma

Fonte: Mise - Ministero Sviluppo Economico

Accorpamenti Volontari

Il sistema camerale, tuttavia, giá prima del decreto di riforma, aveva avviato dei processi di accorpamento delle CCIAA al di sotto di una certa soglia dimensionale, definendo nei diversi territori ipotesi di aggregazione miranti a creare realtá locali con un adeguato bacino imprenditoriale. Per per alcuni di questi, la procedura di accorpamento é stata formalmente avviata con le deliberazioni degli organi camerali, alle quali ha fatto seguito il decreto di istituzione del nuovo soggetto giuridico da parte del Ministero dello Sviluppo economico. In taluni casi, l´iter si é perfezionato con l´ insediamento del nuovo Consiglio camerale.

Fonte: Unioncamere

La Calabria

Questo, in sintesi lo scenario con cui hanno dovuto fare i conti anche le Camere della Calabria che tuttavia precorrendo i tempi hanno anticipato il decreto legislativo 219/2016 scegliendo la strada degli accorpamenti volontari e avviandosi a   rivedere l´impianto del sistema camerale calabrese in funzione delle incipienti modifiche normative.
Una regione in cui, accantonata la possibilitá di costituire una Camera unica, con oltre 200mila ditte (considerato che quelle di Reggio, in ragione del riconoscimento al comune dello Stretto dello status di Cittá Metropolitana, e di Cosenza, per il raggiungimento della soglia dimensionale, hanno fatto una scelta diversa) sono stati gli enti camerali di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, a cimentarsi nel processo di unificazione delle relative organizzazioni per tornare a essere una sola struttura come all´epoca precedente alla cosiddetta tripartizione della provincia.

L´inizio del percorso

Procedura di accorpamento avviata con decreto ministeriale del 6 agosto 2015 con cui Federica Guidi, su proposta delle Camere di Commercio interessate e d´intesa con la Conferenza Stato-Regioni ha dato avvio al processo di costituzione della nuova "Camera di commercio industria artigianato e agricoltura di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia" mediante accorpamento tra le Camere di Commercio di Catanzaro, di Crotone e di Vibo Valentia.
La sede legale veniva istituita nel capoluogo di Regione e le sedi secondarie a Crotone e Vibo Valentia.
La composizione del consiglio sarebbe dovuta essere di 28 membri (in rappresentanza di ciascun settore), con una Giunta formata da nove componenti. Il potere di assegnazione dei seggi nell´organismo veniva conferito alla Regione.
Il compito di avviare le procedure di costituzione del Consiglio del nuovo soggetto giuridico veniva invece affidato ad un commissario ad acta, il segretario generale della Camera di Commercio di Catanzaro Maurizio Ferrara. (Nasce la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia)

Camera di Commercio di Catanzaro

Camera di Commercio di Crotone

Camera di Commercio di Vivo Valentia

I Dati Dimensionali delle Camere di Commercio
coinvolte  nell´accorpamento




Il brusco stop

Ma il percorso di accorpamento volontario per come precedentemente descritto viene successivamente interrotto dalle Camera di Commercio di Crotone e di Vibo, che decidono di revocare il provvedimento di accorpamento volontario con la Camera di Commercio di Catanzaro, proseguendo da soli sulla base di un modello decentrato. Un´azione di revoca motivata dalla circostanza che nelle procedure di costituzione del nuovo Consiglio erano stati disattesi i criteri imprescindibili stabiliti dalle Camere di Commercio di Crotone e Vibo Valentia che subordinavano la volontá di accorpamento volontario ad una serie di condizioni, tra cui la rappresentanza territoriale.

(I Consigli Camerali di Crotone e Vibo Valentia revocano l´accorpamento volontario e procedono)

La disputa legale

Inoltre a seguito delle delibere di revoca gli enti di Crotone e Vibo V. intraprendevano le vie legali con un ricorso dinanzi al TAR proposto per l´impugnazione, con richiesta di sospensiva, della procedura di accorpamento delle Camere di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia.
Principale oggetto del contendere la violazione della ¨perequazione geografica¨ fra i rappresentanti delle tre province.
Il TAR sanciva il rigetto dell´istanza di richiesta di sospensiva, una statuizione che spingeva il dott. Ferrara a trasmettere i documenti alla Regione per l´assegnazione dei seggi alle diverse categorie produttive e la successiva indicazione dei nominativi dei nuovi consiglieri.
Ma, la procedura veniva di nuovo bloccata dall´ordinanza di sospensione cautelare del Consiglio di Stato a seguito di nuovo ricorso proposto in appello dalle Camere di Commercio Crotone e Vibo Valentia (Il Consiglio di Stato blocca l´accorpamento delle CCIAA di Catanzaro Crotone e Vibo Valentia)

Lo stato dell´arte

Allo stato pertanto la procedura di accorpamento dei tre enti rimane sospesa in attesa del pronunciamento degli organi giurisdizionali chiamati in causa .
Gli scenari prevedibili costituiscono un complicato rebus che non sará facile sciogliere mentre nel frattempo si attende il pronunciamento del Tar, a cui come premesso spetta il riesame della questione, previsto per il prossimo 15 febbraio.
Sullo sfondo l´attuazione del dispositivo del d.lgs. 219/2016, che sará comunque applicato a tutte le Camere di Commercio al termine del mandato quinquennale iniziato per molti enti camerali nel 2016.